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  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
MANIFESTAZIONI  Innovazione e tradizione a Marmomacc | Inside Marmomacc: le mostre e i convegni  DESIGN  Citco e le pareti lapidee di Zaha Hadid RESTAURO L'eccellenza nel restauro dei manufatti lapidei MATERIALI  I marmi bianchi della Versilia | L'arenaria grigia di Monte Senario  | Esempi di pietre della Bulgaria SCULTURA Museo di sculture a cielo aperto a Batumi TECNOLOGIE Taglio del granito con macchine multi-filo ARTE FUNERARIA Design e architettura nell'arte funeraria  RUBRICHE Eventi culturali | Notizie dalle aziende | Fiere | In breve

 

Articolo del mese

Esempi di pietre della Bulgaria di Laura Fiora

Tra le rocce usate per costruzione e per ornamento in Bulgaria si annoverano molte varietà di quelle sedimentarie (calcari, arenarie, conglomerati, brecce e travertini), diversi litotpi magmatici intrusivi (soprattutto rocce granitoidi e gabbri), mentre le rocce metamorfiche sono rappresentate da marmi, gneiss e scisti. ... Anche Sofia, antica capitale della romana Dacia e capitale dell’attuale Bulgaria a partire dal 1879, è ricca di materiali lapidei usati nelle costruzioni storiche. La regione di Sofia è stata sede di insediamenti neolitici, fu importantissima all’epoca romana per la sua posizione geografica strategica (i Romani la chiamarono Serdica), conservando sempre un ruolo primario. Oggi si sta trasformando in città europea che guarda con attenzione al recupero del patrimonio edilizio storico. Molte facciate di edifici dell’Ottocento e dei primi del Novecento sono già state restaurate o sono attualmente oggetto di interventi conservativi. Il calcare è la roccia maggiormente usata e in particolare le diverse varietà provenienti da Vratza adornano questi edifici nei rivestimenti e in diversi elementi architettonici (colonne, balaustre, capitelli). Le rocce silicatiche (soprattutto magmatiche intrusive) sono ad esso associate per zoccolature anche di diversi metri e nei basamenti dei monumenti. Le tappe principali di una passeggiata petrografica in Sofia comprendono in primo luogo la Cattedrale Alessandro Nevski, senza dubbio la costruzione più spettacolare della città; essa fu realizzata tra il 1882 e il 1912 in stile neo-bizantino con esterni completamente rivestiti in calcare e con interni ricchi di “marmi” di diversa provenienza. Nella vicina Chiesa ortodossa di Santa Sofia il materiale da costruzione è il cotto e la pietra adorna solo alcune parti (il portale, ad esempio, è in un conglomerato di vari colori altamente decorativo). La Chiesa russa di San Nicola, altra celeberrima costruzione della città, è in calcare. Altra tappa fondamentale di una passeggiata petrografica è la Chiesa di San Giorgio, la più antica di Sofia, completamente realizzata in cotto e collocata in uno spazio attualmente circondato da alti edifici rivestiti in calcare e ricco di reperti archeologici, mentre il Museo Archeologico consente di riconoscere tutte le litologie principali anche nell’esposizione di reperti collocati esternamente davanti all’ingresso. I monumenti hanno sempre basamento in “granito” perlopiù locale (si vedano, ad esempio, quelli al Milite Ignoto e allo Zar Osvoboditel). Le pavimentazioni storiche furono spesso realizzate in mattonelle di pietra e di ceramica di colore giallo. Lo stato di conservazione delle pietre di Sofia è stato molto influenzato dalle vicende storiche: danni bellici rilevanti furono causati dai bombardamenti, l’inquinamento ha degradato fortemente soprattutto calcari e marmi con vistose croste nere a gesso, mentre la mancanza di manutenzione per lunghi periodi ha provocato l’insorgere di diverse forme di degrado, a cui si pone rimedio attualmente con molti lavori di restauro. Il biodeterioramento interessa inoltre molte superfici litiche esterne.

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