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  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
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Articolo del mese

Trasformiamo le avvesrità in opportunità di Alessandro Ubertazzi
Come presidente del Comitato Scientifico de “L’Informatore del Marmista” non posso non compiacermi del fatto che, grazie all’impegno profuso da Giorgio Zusi e, poi, dalla figlia Carla, ora, questa rivista raggiunga oggi l’orgoglioso traguardo di seicento numeri (corrispondenti a cinquant’anni di servizio reso al settore del marmo).Il brillante risultato è particolarmente evidente in un frangente come questo nel quale molteplici sono le incertezze esterne e interne al settore stesso.
Alludo, da un lato, alla catastrofica crisi economica internazionale tale da scoraggiare, nei soggetti più deboli, anche i più minimi investimenti a sostegno dell’organo informativo specifico e dedicato. Dall’altro, alludo anche alla cronica riluttanza, soprattutto dei cavatori, a discutere seriamente e strategicamente sui destini di una risorsa irripetibile che essi si trovano a gestire (spesso poco imprenditivamente) nonostante essa appartenga a pieno titolo al Made in Italy. 
Da molti anni vado dicendo altresì che l’eccellenza dei marmisti italiani non può concludersi nella ineluttabile concorrenza con realtà produttive, ormai esterne al nostro Paese, praticamente al servizio dell’edilizia economico-popolare bensì deve guardare alle produzioni ad elevato valore aggiunto: peraltro, queste si acquisiscono investendo in ricerca, in formazione, in promozione, etc.
Da molti anni vado dicendo che occorrono strategie anche culturali e politiche volte a scongiurare le dissipazione inconcludente del nostro patrimonio storico-geologico e a privilegiare invece gli utilizzi di alto profilo, i quali soli sono in grado di promuovere sistematicamente il settore.
Curiosamente, il significativo traguardo raggiunto da “L’Informatore del Marmista” sembra coincidere con la necessità di un “giro di boa” per il quale dichiaro fin d’ora la mia disponibilità… e chi mi conosce sa quanto lo sia stata e tanto potrebbe ancora esserlo, soprattutto in un momento così difficile.
Il Comitato Scientifico che presiedo ha finora avuto un ruolo di suggello della qualità oggettiva del pensiero di tanti tecnici che hanno contribuito attivamente alla crescita culturale e operativa del marmista; d’ora in poi, esso vorrà essere direttamente più incisivo.
Sulla base anche delle non piccole provocazioni che ho più sopra espresse, sarò soddisfatto nel rispondere alle domande di carattere strategico che mi verranno rivolte.
Personalmente credo che le avversità rafforzino i più intraprendenti. Vorrei infatti concludere queste brevi note confidandovi il motto che, molti anni fa, ho scelto per dare un senso alle mie azioni: trasformiamo le avversità in opportunità!  Alessandro Ubertazzi

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