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  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
RESTAURO Nuovi arredi nella chiesa della Sacra di San Michele RICERCA Le resine nella storia ed oggi DESIGN Sculture di marmo che illuminano  | Il concorso internazionale Marmodesign | Premio al design degli stand a Marmomacc SCULTURA  Con opere in pietra lavica è nato il "Creator Vesèvo" STATISTICHE Export di marmi nel primo semestre 2011  RUBRICHE Eventi culturali | Fiere | Annunci economici | In breve

Articolo del mese
Il concorso internazionale Marmodesign di Vittoria Alberti
In occasione della cerimonia di premiazione del concorso internazionale di design “Marmodesign ’10. Stone In - stone Out”, nell’ambito della 46.ma edizione di Marmomacc, è stato ufficialmente presentato anche il catalogo che documenta lo svolgimento della seconda edizione del concorso promosso dal Consorzio Marmisti Bresciani ed illustra tutti i progetti partecipanti. La pubblicazione, curata dagli organizzatori del concorso, gli architetti Andrea Botti e Paola Resbelli, con oltre 90 pagine di proposte progettuali basate sull’impiego della pietra, si propone come originale strumento di divulgazione dell’esito concorsuale: sintesi rivelatrice, nel tempo, dei risultati ottenuti e degli obbiettivi raggiunti. Il concept che ha dominato la seconda edizione del concorso sembra nascere dalla consapevolezza che la pietra è un materiale prezioso e non rinnovabile, dotato di un aspetto infinitamente variabile e quindi capace di rendere esclusivo ogni singolo oggetto seriale. Per questo termini come re-impiego, imballaggio, stoccaggio, montaggio e manutenzione, spesso presenti nelle relazioni descrittive, confermano il diffondersi di un atteggiamento responsabile, dal quale sono sempre più lontane le concessioni a quello che Achille Castiglioni chiamava “il gusto del giorno”, la moda e le conseguenti forme effimere. Fra le proposte più stimolanti hanno dominato scelte basate sulla sottigliezza, leggerezza, trasparenza (supportate anche da una crescente attenzione verso le nuove frontiere della modellazione). Nonostante il concorso fosse aperto a designers di qualsiasi età si è registrato, anche in questa edizione, un’eccezionale partecipazione di giovani che hanno individuato in questa procedura l’occasione per dare forma concreta alle loro idee. Nel gruppo degli emergenti (circa due terzi dei partecipanti), numerosi i neo-professionisti, architetti e designer spesso con esperienze importanti già maturate. Delle oltre 60 opere partecipanti, alcune delle quali provenienti dalla Gran Bretagna, dall’Olanda, dalla Germania, dalla Francia, dalla Croazia e dall’Iran, a testimoniare l’interesse suscitato da Marmodesign ’10 nel caleidoscopico mondo del design internazionale, è risultata vincitrice la proposta del giovane designer spagnolo Rafael José Vinader Balibrea “Global Warming Table”, un tavolo in pietra per esterni che, secondo la giuria, ha saputo trasformare “un limite per l’arredo esterno, come l’acqua piovana, in una risorsa che arricchisce il progetto di una valenza narrativa…”, poiché la pioggia, riempiendo le micro-depressioni del piano, rende leggibile la mappa del mondo con gli oceani e le terre emerse. Al risultato formale si somma, dunque, il valore morale della proposta che suggerisce la riflessione su un tema quanto mai attuale: l’importanza di una risorsa preziosa come l’acqua. Il secondo riconoscimento è stato assegnato a “Vaga”, opera del designer croato Arian Bradkovic, un oggetto per la cucina, destinato all’uso quotidiano, premiato per l’originalità della soluzione e perché “denominare una bilancia da cucina con il termine Vaga significa trasmettere, attraverso un riuscito ossimoro, il senso di un progetto che non pone la funzionalità come paradigma del gesto creativo. Esclusa dunque la performance della prestazione, Vaga raggiunge altri scopi, altrettanto importanti, quali l’introduzione in cucina della pietra naturale per ruoli inediti e soprattutto pone in essere una riflessione sulla fisicità del materiale lapideo e sulla teoria delle leve che in questo oggetto trova una felice applicazione”. Il terzo premio è stato conferito al giovane designer bresciano Alberto Solazzi, che ha richiamato l’attenzione della giuria con il suo “Ito”, un termoarredo da terra pensato in Marmo di Botticino. Infine è stata segnalata la proposta di Filippo Fabrello e Lara Pilotto denominata “Changestone”, una pellicola idro-cromatica applicabile a superfici lapidee orizzontali e verticali che, bagnata dalla pioggia, può evidenziare scritte, loghi o messaggi visivi che scompaiono all’arrivo del sole. 

 

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