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  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
MATERIALI  Il marmo rosso ammonitico di La Spezia  STATISTICHE  L'export italiano di marmi e graniti nel 2010 ARCHITETTURA Il progetto multimediale Alberti's Box  MANIFESTAZIONI Venti di ripresa  dal Samoter | Ferrara riferimento per i beni culturali RUBRICHE Eventi culturali | Fiere | Annunci economici | Scheda tecnica materiali |In breve

Articolo del mese
Il marmo rosso ammonitico di La Spezia 
di Sergio Mancini
Con questo lavoro si propone una rassegna conoscitiva delle principali notizie storiche, geologiche e delle realizzazioni compiute con alcuni dei principali marmi rossi della provincia della Spezia, nel cui territorio operano tuttora alcune cave di materiali lapidei pregiati quali il Portoro e il Rosso Levanto. 
Non occupandoci di questi marmi molto noti e che hanno costituito la maggiore attività estrattiva di questo territorio, si vogliono recuperare alla conoscenza degli addetti del settore alcuni ornamentali oggi di interesse prettamente “storico” e talora indagati anche nel campo della ricerca sui “marmi antichi” estratti nell’Appennino Settentrionale.
Ancora negli anni ’50 e ’60 del XX secolo le attività estrattive dell’entroterra di La Spezia e della valle del Vara erano legate anche all’escavazione di vari tipi di marmo rosso derivati da diverse litologie (rosso ammonitico, scaglia rossa). Queste cave, attive fino a circa 30 anni fa, sono state sicuramente interrotte sia per l’esiguità dei giacimenti sia per la difficoltà di molti di questi materiali alla corretta lucidatura,come nel caso dei marmi rossi escavati dagli “scisti policromi” . 
In ogni caso questi materiali non compaiono nei cataloghi ufficiali dei marmi da decorazione della Provincia della Spezia (1935,1961) non assumendo già allora rilevanza commerciale per il territorio.
Lo studio intende inoltre ripercorrere un “itinerario geologico” lungo la parte orientale della “piega della Spezia”, indagata da vari autori (Zaccagna,1935; Giglia e Giammarino, 1990) alla ricerca degli affioramenti più significativi delle litologie d’origine dei marmi rossi e lungo il tracciato interno della SS1 Aurelia che dal capoluogo si inoltra nella val di Vara, itinerario oggi poco frequentato rispetto alle attrattive turistiche delle Cinque Terre o della Lunigiana. La prima parte dello studio si occuperà dei marmi del tipo “Rosso Ammonitico” della Spezia che in vari casi fanno parte integrante delle pietre di uso locale nell’edilizia del capoluogo ligure. .....
Realizzazioni nel contesto urbano della Spezia e nel territorioL’utilizzo del marmo rosso delle cave di Biassa e del Parodi è visibile nel centro della città con varie testimonianze di reperti di marmo Rosso Ammonitico che si ritrovano nell’uso dei paramenti murari e dei conci di diverse opere civili e pubbliche specie nel centro storico. 
L’edilizia della città ligure è oggi in prevalenza basata su un’architettura tipica degli anni’50-’60 del XX sec, dovuta anche alla ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, con il solo centro storico composto da palazzi di epoca “umbertina” e Liberty di inizio ’900.
I marmi rossi furono usati soprattutto per lastrame da rivestimenti e conci di muri e in alcuni palazzi con rivestimenti a soglie lucidate ed edilizia a “tranciato” tipici dell’architettura degli anni 1950-1970. In qualche caso si raggiungevano le dimensioni utili per lastre per composizioni con altri marmi e travertini.  La migliore colorazione si otteneva con la lucidatura mentre nell’utilizzo a levigatura delle realizzazioni “storiche” (porticati del centro) il colore originario tende ad un deciso sbiadimento. Alcune applicazioni per conci prevedono l’uso per bozze e “bugnato”. Alcuni utilizzi più pregiati, dei primi del ’900, si hanno per arredi ecclesiastici delle principali chiese cittadine.

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