1. SKIP_MENU
  2. SKIP_CONTENT
  3. SKIP_FOOTER
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
MATERIALI Il Tufo Verde del Monte Epomeo TECNOLOGIE Segare il granito, tecnologie a confronto ARCHITETTURA La piazza in pietra firmata Cibic STATISTICHE Segnali positivi per l'export di marmi e graniti MANIFESTAZIONI È Patricia Urquiola la donna del marmo 2010 SCULTURA Il Botticino e l'acqua in simposio RUBRICHE Eventi culturali | Fiere | Annunci economici | Scheda tecnica materiali |In breve

Articolo del mese
Segare il granito, teecnologie a confronto di Andrea Perfetti
Gestione della produzione
La continua commercializzazione di materiali nuovi ha reso utile produrre su ordine al fine di ridurre i costi delle immobilizzazioni. Risulta molto difficile la valutazione dei quantitativi di lastre da tenere in magazzino (in funzione del materiale, dello spessore e della finitura) per soddisfare le richieste della clientela. L’evidenza di questo fatto è la quantità di lastre alterate dagli agenti atmosferici che si trovano in alcuni magazzini di segherie. L’eliminazione del rischio di svalutazione del magazzino si ottiene solo azzerando le giacenze. La soluzione più economica potrebbe essere una produzione gestita in piccoli lotti in funzione degli ordini ricevuti. 

Negli ultimi anni, contrariamente a quanto sopra detto, si è puntato su un’elevata produttività e sono stati montati telai multi-lama sempre più grandi. I vecchi telai multi-lama, che permettevano di segare 2 blocchi, sono stati sostituiti con telai che segano 4 o anche 5 blocchi alla volta. Tali macchine permettono un’elevata produzione (non sempre una riduzione dei costi) e necessitano di un cospi-cuo portafoglio di ordini per ottimizzare la preparazione del carrello per ogni telaiata. La riduzione degli ordini, dovuta all’attuale crisi, ha mostrato che telai di media grandezza (tra i 4 ed i 5 metri di larghezza utile),che tagliano solo 2 o 3 blocchi alla volta, sono più flessibili e permettono di soddisfare il cliente in tempi più brevi. La multi-filo, se consideriamo macchine con non più di 30 fili, potrebbe permette di gestire lotti di dimensioni inferiori rispetto al telaio multi-lama, ma con l’inconveniente di perdite di materiale. Ad esempio, da un blocco largo 1.5 m si ricavano con la macchina multi-filo circa 45 lastre di spessore 2 cm. Il blocco può essere posizionato sulla macchina più volte per segare solo le lastre necessarie per gli ordini in corso. Ogni volta che il blocco viene riposizionato sul carrello non si riesce a garantire il parallelismo tra la superficie dell’ultimo taglio ed i nuovi tagli, quindi la prima lastra  tagliata ha le facce non parallele e probabilmente deve essere scartata come una crosta. In definitiva si perde una lastra ogni volta che il blocco viene riposizionato sul carrello per fare altri tagli, quindi se tagliamo il blocco in due volte con la macchina da 30 fili, otteniamo 44 lastre. Il telaio multi-lama, invece, obbliga a tagliare il blocco in una sola volta e si ottengono circa 44 lastre dello spessore di 2 cm da un blocco sempre di larghezza 1.5 m (abbiamo ipotizzato un taglio di circa 0,5 mm più largo della multi-filo).
Il telaio multi-lama permette di ottenere lastre di qualsiasi misura spostando o rimontando le lame solo in un paio d’ore. Invece le multi-filo hanno tamburi predisposti per segare spessori di 2 o 3 cm e volendo ottenere lastre di spessore maggiore è necessario avere una macchina dedicata che monta pochi fili; alcune multi-filo hanno tamburi con gole distanti circa 1 cm che permettono di realizzare contemporaneamente lastre solo da 2, 3 e 4 cm di spessore. La maggior flessibilità di quest’ultimo tipo di multi-filo comporta alcune difficoltà durante il posizionamento sui tamburi dei fili diamantati che possono essere erroneamente montati non paralleli tra loro.
Bisogna tenere conto che la capacità di soddisfare gli ordini in tempi brevi, dipende dal carico di lavoro della macchina. Quando gli impianti non sono saturi la multi-filo sembra essere avvantaggiata rispetto al telaio multi-lama, infatti, come già riportato, la richiesta di segagione di un blocco può essere evasa in un solo giorno con la multi-filo e non prima di tre giorni con il telaio multi-lama.
La tempestività diventa fondamentale se si attende la conferma della lettera di credito per avviare la produzione dell’ordine che dopo pochi giorni deve essere spedito.
Nell’ipotesi di avere due impianti saturi con code di ordini, diventa difficile valutare se il blocco verrà segato prima su un impianto o su l’altro.
A questi ragionamenti bisogna aggiungere alcuni accorgimenti da tenere presenti per la programmazione della produzione. Il telaio multi-lama richiede un’appropriata scelta dei blocchi per la telaiata ed una programmazione della sequenza delle telaiate. L’obiettivo di questi accorgimenti è di non alterare le caratteristiche della torbida abrasiva. Ad esempio, tagliando per più volte consecutive solo Nero Zimbabwe, la viscosità della torbida abrasiva andrà diminuendo e si avranno sicuramente problemi dopo la seconda telaiata. Tuttavia non bisogna programmare alcuna sequenza delle telaiate, se in ogni telaiata si segano insieme blocchi di materiali con effetti differenti e complemen-tari sulla torbida abrasiva.
Con la multi-filo bisogna alternare materiali con caratteristiche differenti per far scoprire il diamante integro sulla superficie della perlina e far rimanere tagliente il filo diamantato. Quando ciò non avviene, il filo diamantato perde taglienza e si possono avere problemi di qualità del segato ed un elevato rischio che il cavo si possa strappare. La sostituzione di un filo diamantato durante la lavorazione non è un’operazione semplice e comporta una buona probabilità di avere rigature e variazioni di spessore della lastra. Inoltre la vita del cavo d’acciaio del filo diamantato per il taglio del granito oscilla tra le 200 e le 300 ore di lavoro (dipende dalla macchina utilizzata e dalla lunghezza del cavo). I cavi d’acciaio si deteriorano a causa delle sollecitazioni a fatica e la plastica di protezione del filo può deteriorarsi con la conseguenza che alcune perline si muovono. Ciò comporta che, per evitare malsegagioni, il filo diamantato debba essere sostituito sulla macchina e che le perline, ancora utilizzabili, debbano essere rimontate utilizzando un nuovo cavo d’acciaio.
Analisi dei costi
L’analisi dei costi può essere svolta dopo aver fatto alcune considerazioni. Non stiamo confrontando due impianti realmente esistenti, ma due impianti ipotetici che siano comparabili avendo la stessa produzione annua di metri quadrati di lastre (110.000 metri quadrati di cui 50% a 2 cm di spessore e 50% a 3 cm di spessore). Nella realtà ogni voce di costo può essere valutata all’interno della sua realtà produttiva. Ogni impianto ha macchine di dimensioni e di costruttori differenti, un consumo di utensili, che dipende anche dai materiali segati, ed una modalità di gestione diversa. Inoltre i telai multi-lama non hanno segreti per ciò che riguarda la durata dei suoi componenti, mentre per le macchine multi-filo, di recente costruzione, non è possibile avere dati di lungo periodo sulla vita dei componenti.
Pur con questi limiti abbiamo raccolto dati per determinare verosimilmente il valore delle varie voci di costo, inoltre il dimensionamento dei due impianti ipotizzati è stato fatto anche in base alle con-siderazioni dei paragrafi precedenti: il primo provvisto di 2 telai multi-lama da circa 5 m di larghezza utile; il secondo dotato di 2 macchine multi-filo da 30 fili.
Nella segheria con telai multi-lama, ogni settimana vengono realizzate per ogni macchina, 2 telaiate di tre blocchi. L’impianto lavora 24 ore al giorno sfruttando per circa il 70% la fascia oraria di minor costo della corrente elettrica (stima fatta per l’Italia). Gli addetti al funzionamento delle macchine, inclusa una mono-filo per la rifilatura dei blocchi, sono 5.
L’impianto delle multi-filo lavora su due turni per 5 giorni alla settimana. Le multi-filo sono utilizzate per oltre il 60% nella fascia oraria diurna di maggior costo della corrente elettrica (stima fatta per l’Italia). Gli addetti dell’impianto sono 7. Entrambi gli impianti sono dotati di capannone con carroponte.
Abbiamo determinato il costo medio di segagione a metro quadrato per entrambi gli impianti ipotizzati analizzando le singole voci di costo.
L’ammortamento annuo è simile per entrambi gli impianti: abbiamo considerato un ammortamento di 5 anni per il telaio multi-lama e di 3 anni per la multi-filo anche se la vita delle due macchine è sicuramente più lunga. Tale differenza è giustificata dal fatto che la multi-filo ha molte parti di lamierino sottile e la macchina è sottoposta ad elevate sollecitazioni dinamiche per l’alta velocità di rotazione dei tamburi. Questo fatto è facilmente verificabile dall’elevata usura dei cuscinetti e della gommatura dei tamburi. Tutto ciò porta ad un costo di manutenzione per la multi-filo che è stimato nel 20% dell’ammortamento annuo, mentre il costo di manutenzione del telaio multi-lama è circa il 15% dell’ammortamento annuo.
L’incidenza sul costo a metro quadrato della manodopera è inferiore per il telaio, mentre l’incidenza sul costo a metro quadrato del materiale di consumo (ad esempio la calce non viene utilizzata con la multi-filo) è inferiore per la multi-filo.
Ugualmente l’incidenza sul costo a metro quadrato dell’energia elettrica è inferiore per la multi-filo, anche se il telaio multi-lama lavora per la maggior parte del tempo nella fascia oraria di minor costo energetico.
Il costo elevato del filo diamantato rende invece l’incidenza degli utensili superiore di circa il 30% a sfavore della multi-filo.
Lo smaltimento dei fanghi ha attualmente lo stesso costo: forse in futuro, l’assenza della calce e della graniglia metallica nel fango della multi-filo potrebbe abbassarne il costo di smaltimento, se non considerato rifiuto speciale.
Alla fine, considerando un costo medio di segagione, si è calcolato che la multi-filo possa avere un costo di produzione a metro quadrato superiore almeno del 20% rispetto al telaio multi-lama.
Conclusioni
Sono state montate un numero limitato di multi-filo ed alcuni costruttori hanno installato i loro primi prototipi. La multi-filo è una macchina ancora in fase di sviluppo che ha probabilmente spazi di miglioramento sia per la qualità del segato sia per il rendimento. Sicuramente non si è dimostrata la macchina perfetta e senza problemi che alcuni venditori prospettavano.
Il telaio multi-lama non è una macchina da eliminare dal ciclo produttivo: si è dimostrato adatto ad una produzione di grandi quantità di lastre garantendo un’elevata qualità del segato ed un basso co-sto di segagione. Inoltre il telaio multi-lama presenta ancora margini di miglioramento come hanno dimostrato le note innovazioni introdotte negli ultimi anni sulla gestione della torbida abrasiva.
La multi-filo, con meno di 30 fili, per le deduzioni sopra riportate, può soddisfare esigenze diverse rispetto al telaio multi-lama e lo può integrare per urgenze, per piccoli lotti e per il recupero di blocchi fratturati o di materiali friabili. In questi casi i vantaggi possono compensare il maggior costo di segagione ed il maggior rischio di malsegagione.
Tutto quanto rilevato porta ad una conclusione: il telaio multi-lama e la multi-filo sono macchine complementari ed in una segheria moderna dovrebbero essere presenti entrambe.

« Indietro