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  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
MANIFESTAZIONI  Il Made in Italy protagonista a Marmomacc ARCHITETTURA Premio per tesi di lauree dai temi litici  | La porta in pietra della pieve romanica MATERIALI  I "marmi della Val di Chiampo | Il marmo Giallo Antico della Tunisia  | Stato di conservazione dei monumenti di Dougga AZIENDE Dellas si espande sul mercato internazionale TECNOLOGIE Segare il granito, tecnologie a confronto  RUBRICHE Eventi culturali | Novità librarie | Fiere | Annunci economici | Scheda tecnica materiali | In breve

Articolo del mese
I marmi della Val di Chiampo di Laura Fiora
I “Marmi” di Chiampo comprendono rocce carbonatiche sedimentarie, tra cui prevalgono biomicriti a Nummuliti di età Eocene medio: questi litotipi sono stati molto usati in passato in opere di architettura e anche di scultura. Coltivati storicamente in numerose cave a cielo aperto e talora anche in sotterraneo nei Monti Lessini nella zona di Chiampo e di Vestena Nuova in provincia di Vicenza, attualmente sono oggetto di estrazione ridotta a Cornedo Vicentino e Valdagno con la produzione di una varietà nota come “Marmo Grolla”. 
Il pregio estetico dei “Marmi” di Chiampo è legato alla ricchezza di fossili (prevalenti macroforaminiferi, cioè le Nummuliti a guscio calcareo) e al colore variabile da bianco beige a rosa,viola e giallo. 
Nei Beni Culturali calcari a Nummuliti di altra provenienza sono stati utilizzati in molte opere: esempio celebre sono i blocchi delle Piramidi di Giza (Egitto) realizzati in grande prevalenza con i calcari a grossi foraminiferi (Nummuliti) affioranti in loco. La Val di Chiampo è la parte centrale dei Monti Lessini, costituiti da una piattaforma carbonatica Terziaria. Caratteristica dei “Marmi di Chiampo” (biocalcareniti e calcari ricchi in Nummuliti, resti algali, echinidi e molluschi) è la presenza di intercalazioni di rocce vulcaniche della Provincia Vulcanica Veneta Terziaria.  Le cave hanno rappresentato in passato un’importante risorsa economica. La ricchezza di fossili in cava da sempre ha attratto l’interesse dei paleontologi, che ne hanno investigato il contenuto, ad esempio nelle cave Boschetto a Chiampo e Nogarole e in quella Lovara di Chiampo. I “Marmi di Chiampo” sono stati spesso chiamati “Pietre dure della valle del Chiampo”, per le buone proprietà fisico-meccaniche. Di essi sono note diverse varietà commerciali: Chiampo Perlato (Perla, Perlino, Perlatino), Chiampo Perlato Extra, Mandorlato grigio, chiaro, scuro, Macchiato (localmente brecciato), Paglierino (di colore giallo), Rosa (Perlino Rosa), Rosa Corallo, Rossiccio, Ondagata Viola, Serpeggiante, Filettato. Ogni varietà merceologica storica o contemporanea ha peculiari proprietà estetiche. La varietà più pregiata e costosa è quella Perla, la cui caratteristica peculiare è l’uniformità della colorazione e l’assenza di venatura. La colorazione rosa con il tempo tende a diventare gialla per la trasformazione dell’ematite in limonite.
Il Museo Naturalistico Francescano “padre Aurelio Menin in Chiampo (Vicenza) presso il Convento dei Frati Minori, fondato nel 1972, comprende la più completa esposizione di queste litologie nell’ambito di una raccolta museale naturalistica del Novecento che fu realizzata da Padre Aurelio Menin (1917-1973). Si tratta di un patrimonio culturale di grande importanza dal punto di vista del restauro, conservando una valenza scientifica e storica unica: infatti lungo le pareti della scala d’accesso sono raccolte ben 74 varietà di “Marmi” della Valchiampo, con prevalenza di questi calcari Eocenici a macroforaminiferi. La raccolta di lastre lucidate con riferimento alla varietà merceologica e alla cava di provenienza è unica. Le indicazioni riportate sulla targhetta esplicativa sono complete, consentendo l’esatta identificazione della cava da cui è stato estratto il materiale e del laboratorio di lavorazione: ad esempio, “Paglierino Rocchi, Eocene medio, Cava Rocchi, Marmeria Santa Barbara Chiampo”. Sono anche esemplificate i diversi trattamenti superficiali (marmo lucidato, levigato, rullato, gradinato fine, a bocciarda ferma, a buccia di limone…). La bellezza dei materiali è documentata e ben rappresentata dal contenuto paleontologico, indicato sia sulla lastra che in diversi campioni a mano conservati nelle vetrine. Infatti il museo possiede una ricca sezione paleontologica con reperti raccolti nella zona definita da Padre Menin un autentico “scrigno” naturalistico. 
Il complesso monastico francescano vede l’uso diffuso dei “Marmi” di Chiampo sia in esterno che in interno delle diverse costruzioni. L’adiacente cimitero conta numerose tombe in tali materiali. Anche la chiesa nuova attualmente in costruzione è una possente struttura in calcestruzzo, rivestita esternamente di “Marmo” di Chiampo. 
Gli usi di queste rocce sono vari: i più comuni sono pavimentazioni, rivestimenti, scale, davanzali, soglie, colonne, caminetti, monumenti ed edilizia funeraria (sia sotto forma di lapidi, che di elementi vari per cappelle)...
A Verona nel Museo Civico di Storia Naturale presso Palazzo Pompei sono esposte lastre di biomicrite nummulitica di età Eocene Medio della località Chiampo tagliate al verso e al contro come esempio di pregiato “marmo” italiano.  

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