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  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
MANIFESTAZIONI I trent'anni di CarraraMarmotec  | Il marmo dalla cava alla piazza  MATERIALI  Il marmo Rosso Rubino di Stazzema  | I marmi di Luni, l'antica Luna DESIGN Il marmo diventa irregolare ed eccezionale ARCHITETTURA La nuova edizione di Open Studios RUBRICHE Eventi culturali | Fiere | Annunci economici |Qui Apuane | In breve

Articolo del mese
I trent'anni di CarraraMarmotec di Laura Fiora e Carla Zusi
Dal 19 al 22 maggio 2010 è ritornata a Carrara dopo l’assenza nel 2009 essendo ormai l’evento biennale, CarraraMarmotec. Da un lato riesce inevitabile il confronto con le manifestazioni del passato, quando tutto il mondo lapideo mondiale (dai materiali alle tecnologie e ai prodotti) era presente in massa, dall’altro la turbolenta situazione presente e le prospettive future impongono considerazioni sulle modalità di realizzazione dell’evento e sulle possibilità di esistere in uno scenario mondiale ricchissimo di manifestazioni concorrenziali. Certamente la situazione economi­ca/finanziaria inquietante si riflette pesantemente sul settore “stone”, lasciando molte incertezze per il futuro. La speranza è che la ripresa che pare caratterizzare il mercato statunitense negli ultimi tempi possa prevalere sul trend negativo denunciato da importanti aziende del settore. Senza dubbio il calo del prodotto lavorato penalizza l’industria italiana ed è sempre più urgente la necessità di nuove commesse per garantire i posti di lavoro. I dati presentati nell’evento più importante di CarraraMarmotec cioè quelli economici relativi al 2009 curati da Silvana Napoli dell’I.M.M. Carrara, evidenziano una crisi generalizzata dei paesi storici con un impatto negativo minore in quelli emergenti (Cina, Brasile, India e Russia). In generale il “marmo” ha denotato una maggior tenuta rispetto al “granito”: la relativa stabilità del suo mercato va correlata con la storia, la tradizione di utilizzo e le peculiari caratteristiche litoapplicative e geo-giacimentologiche delle riserve storiche europee e specificatamente italiane. Un marmo del patrimonio dei Beni Culturali mondiali ha molta più probabilità di impiego in maniera redditizia anche in un momento di crisi. Dunque la prima considerazione è che l’Italia possiede un patrimonio marmoreo unico al mondo e che questo va valorizzato (a partire dalla storia fino alle caratteristiche di materiale eco-compatibile per eccellenza ad uso dell’architetto sempre più attento all’ambiente, al risparmio energetico e al “green building”). L’Italia possiede, oltre ai materiali, le conoscenze e le tecnologie per lavorare al meglio il marmo: la fornitura italiana di alta fascia deve riconquistare terreno a livello mondiale. Altra considerazione importante è quella relativa alla destinazione d’uso delle stones: la tendenza generale vede sempre più importante il mercato locale, che a livello mondiale assorbe il 50% del materiale escavato (pari quest’ultimo ad oltre cento milioni di tonnellate nel 2009). Per l’Italia questo significa valorizzazione delle rocce di ogni regione, che in un evento quale CarraraMarmotec dovrebbero avere maggiore rilievo con diffusione delle conoscenze per architetti, enti pubblici e utilizzatori privati. Il connubio “marmi”, “graniti” e “pietre” d’Italia e turismo culturale potrebbe rappresentare un’opportunità non sfruttata a sufficienza dal settore lapideo. La visita a cave e laboratori, unitamente a monumenti e all’edilizia in generale potrebbe essere buona pubblicità per il settore, che purtroppo investe poco nel pubblicizzare i propri prodotti. Anche la situazione per le macchine è difficile, con forte concorrenza tecnologica da parte di paesi che investono molto più dell’Italia in ricerca e innovazione. Macchine per lucidare, bocciardare, incidere e scarificare, macchine che creano elementi inconsueti, macchine che trattano la roccia per renderla più durevole, non macchiabile, più pregiata esteticamente, macchine che consentono di ottenere i più svariati e qualificati prodotti finiti: un assortimento che in fiera ha trovato spazio e ha avuto visitatori. I materiali sono stati esposti nell’area esterna e internamenti in stand con allestimento molto curato. Soprattutto l’area esterna è stata la vetrina delle rocce toscane. Marmi e brecce apuane nelle svariate tipologie erano associate a diverse varietà di “Bardigli”. Il marmo grigio cosiddetto dallo spagnolo “pardillo”, che fu di gran moda nella seconda metà dell’Ottocento e nella prima del Novecento, gode ora di nuovo successo. Molti anche i blocchi del classico “Giallo Siena”, oltre alla “Pietra Serena” e alla ”Pietra del Cardoso”. Non molto abbondante è stata la presenza di altre regioni italiane: si segnalano la Lombardia (“Marmo Orobico”), l’ Alto Adige (“Marmo di Lasa e di Covelano”) e la Puglia con le diverse pietre. Tra gli altri paesi europei va menzionata la Francia, i cui marmi “reali” sono una presenza costante alla fiera di Carrara (diverse varietà di “Sarrancolin” e il “Campan Griotte”). Un altro classico materiale in mostra è stato il “Noir de Belgique”, che dopo un periodo di quasi scomparsa dal mercato è ora disponibile anche se in quantitativi limitati. Tra i marmi portoghesi del distretto di Estremoz è stata presentata una lastra di marmo rosa e nero (“Nebula Rosa”). La Grecia è stata presente in misura minore rispetto al passato. La Turchia è sempre molto importante. Pochi gli espositori egiziani, in calo a Carrara da un po’ di anni. Considerevole ancora la presenza dell’Iran con i blocchi in “onice” , travertino, lumachella e calcari di vario colore. Il Vietnam ha presentato un marmo bianco a grana grossa. CarraraMarmotec 2010 è stata la vetrina del settore stone della Nigeria: un tempo era normale l’introduzione al settore di un nuovo paese attraverso il canale italiano. Ora con la collaborazione di IMM Carrara e World Bank sono stati presentati i graniti e i marmi di un paese potenzialmente forte consumatore. La forte domanda del mercato interno, le risorse geologiche, le buone infrastrutture e la favorevole legislazione possono rappresentare opportunità di investimento per gli operatori italiani. Le rocce nigeriane più significative sono “graniti” di vario colore (rosso, giallo, bianco e multicolore), comprendenti diverse varietà di rocce magmatiche intrusive (da graniti ad anortositi e ultrabasiti) e rocce metamorfiche di alto grado (“graniti venati”, petrograficamente rappresentati da migmatiti e gneiss migmatitici, assai simili a materiali analoghi indiani). Molte di queste rocce appartengono al Basamento Cristallino Precambriano, al pari di diverse varietà di marmi di colore grigio/nero, nero e rosa e bianco. CarraraMarmotec 2010 ha confermato le tendenze della moda, quali l’attenzione per gli “onici” di tutti i colori e il diminuito interesse per i “marmi verdi” (categoria commerciale che avrebbe potuto creare problemi per le correlate problematiche di salute legate alla presenza di fibre di “amianto”). In ricordo della trentesima edizione di CarraraMarmotec è stato realizzato un volume contenente la documentazione fotografica delle fiere precedenti, sono stati organizzati convegni diretti ad architetti e a operatori del settore e mostre di scultura e design; inoltre si è assistito alla tradizionale presentazione e premiazione di opere architettoniche realizzate con materiali lapidei. Una raccolta fotografica ha documentato le macchine e le tecniche di estrazione/lavorazione.

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