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  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
MATERIALI Il Rosso AMiata, marmo della Toscana | Le varietà delle seravezze toscane | La scoperta della Seravezza di Limone | Biodeterioramento nel ciclo lapideo SCULTURA Marmo di Naxos per una scultura BENI CULTURALI  Nuovo spazio museale per la scultura RUBRICHE Eventi culturali | Fiere | Annunci economici | In breve

Articolo del mese
Biodeterioramento nel ciclo lapideo di Laura Fiora e Rosanna Piervittori
Il settore stone propone di continuo soluzioni innovative dal punto di vista estetico, tra cui superfici naturalmente anticate, anche grazie all’azione vitale di microrganismi e/o organismi, per elementi di arredo esterno. Il biodeterioramento della pietra pertanto da problema conservativo può diventare, in questo ambito, un valore aggiunto da un punto di vista estetico di elementi finiti realizzati spesso con materiale di scarto. Il ruolo dei biodeteriogeni è significativo nelle varie fasi del ciclo di produzione del lapideo, pur essendo indagato in modo differente e necessitando di adeguate conoscenze specialistiche.Stone è la roccia usata in architettura e scultura, spesso caratterizzata non solo dalle peculiari proprietà chimico-mineralogiche, ma anche dalla presenza di patine biologiche che ne arricchiscono la superficie e che ne connotano il valore estetico… L’industria lapidea attualmente tratta volumi enormi di materiali estratti che hanno raggiunto quantitativi dell’ordine di duecento milioni di tonnellate all’anno, prodotti in ogni paese ma concentrati nei primi grandi produttori che sono Cina, India, Turchia, Italia, Spagna, Egitto, Brasile e Portogallo (Montani, 2009). Nuove importanti realtà si configurano come importanti, quali Vietnam, Mongolia e Oman. Prioritaria a livello mondiale è divenuta la necessità di stoccare quantitativi sempre crescenti di scarti che si realizzano nell'estrazione e nella trasformazione, essendo la problematica numero uno del settore quella ambientale, dalla rinaturalizzazione/riuso dei siti estrattivi dismessi agli utilizzi dei residui di cava e laboratorio… Il biodeterioramento gioca poi un ruolo primario nel recupero dei siti estrattivi, il cui impatto paesaggistico è contrastato da rinaturalizzazione con crescita vegetale naturale o indotta dall’uomo. Anche in questa fase del ciclo lapideo l’azione dei microrganismi/organismi è stata approfondita e si avvale ormai di una casistica di interventi a livello mondiale. La patina biologica trasforma con il tempo le pareti verticali di scavo. In alcuni casi tale presenza mascherante è stata ricreata artificialmente in modo scorretto da un punto di vista naturalistico. Nel caso della “Tonalite dell’Adamello”, coltivata nella cava nel Parco Naturale della Val di Genova (Trentino, Italia), il fronte di cava è stato dipinto con una colorazione rossastra  riproducente, con dubbio gusto, le patine algali presenti sui massi fluviali. Quando la rinaturalizzazione di queste superfici verticali può avvenire grazie alla colonizzazione di microrganismi come visibile sul fronte della cava stessa  e in molti bacini estrattivi.

In conclusione la presenza di microrganismi e/o organismi sulla superficie di una stone interessa più fasi del ciclo produttivo, essendo ben documentata e indagata per opere artistiche. Anche la rinaturalizzazione di siti estrattivi dismessi richiede indagini appropriate. L’uso contemporaneo di elementi finiti “naturali” il cui pregio estetico è accresciuto dalla colonizzazione biologica necessita di adeguate competenze specialistiche... 

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