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  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
MATERIALI Pietre italiane alpine utilizzate in scultura | Il Rosso Collemandina, marmo della Toscana ARCHITETTURA Il marmo noblita l'architettura RESTAURO  Il mondo del restauro a Firenze ARTE FUNERARIA Arte funeraria e cimiteriale a Bologna RUBRICHE Eventi culturali | Fiere | Annunci economici | Scheda tecnica materiali | In breve

Articolo del mese
Pietre italiane alpine utilizzate in scultura di Laura Fiora 
Sul versante italiano delle Alpi molte opere d’arte sono state plasmate in pietra. Dai grandi volumi di rocce della catena alpina (piccolo segmento del grande sistema orogenetico che si estende dal Marocco all’Himalaya), geologicamente distinta in diversi Domini, proviene una vasta gamma di litologie con cui sono state realizzate sculture a tutto tondo e bassorilievi nelle diverse epoche storiche (Fiora, 2009a). Molte di esse sono impiegate ancora oggi in questo campo di applicazione e anche commercializzate lontano dal luogo di realizzazione. Attualmente sovente si utilizzano materiali di importazione simili a quelli originari alpini. ...Le pietre ollari, che costituiscono lenti o filoni di potenza metrica incassati nelle ofioliti, furono estratte in passato e sono ancora coltivate oggi sia in vere e proprie cave (a cielo aperto e in sotterraneo), sia da trovanti (come avviene attualmente in Ossola). Mineralogicamente esse sono costituite in prevalenza da talco (il minerale di più bassa durezza, 1 nella scala Mohs, scalfibile con l’unghia), clorite (durezza 2-3) e serpentino (gruppo di minerali con durezza 2,5), più o meno associati a carbonati, anfiboli, cloritoide, magnetite e altre fasi mineralogiche, di colore grigio-bianco, grigio-verde, verde-nero e verde. Tra le realizzazioni artistiche con queste pietre molto tenere si ricorda la fine ornamentazione interna della Chiesa di San Giovanni in Saluzzo (Piemonte) in cloritoscisto e i numerosi impieghi delle varietà valdostane cloritiche usate per diversi elementi architettonici (ad esempio, capitelli). Le pietre ollari della Valle d’Ossola (Piemonte) sono metaperidotiti e fels a talco e olivina, mentre quelle della Valmalenco in Lombardia sono cloritoscisti e talcoscisti. Anche le rocce composte quasi esclusivamente da serpentino (serpentiniti, serpentinoscisti) sono materiale scultoreo. 

La scultura moderna avvalendosi di macchine è realizzata anche con le più dure rocce silicatiche, quali gneiss e rocce granitoidi, oltre che nelle diverse varietà di “marmo”. La rifinitura è poi realizzata sia a mano che con macchine (sega, fresa, disco diamantato, piccoli martelli pneumatici, macchine laser a controllo numerico, contornatrici a cinque assi, etc.). La lavorazione di superficie consente di ottenere effetti estetici particolari. Si fa uso diffuso di queste realizzazioni nella funeraria, dove però prevalgono attualmente manufatti scultorei realizzati in Asia e commercializzati a prezzi molto più vantaggiosi.

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