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  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
MATERIALI Le varietà di pietre per caminetti e stufe  AZIENDE Nell'atelier spuntano fiori di pietra MANIFESTAZIONI  Architettura e design a Milano SCULTURA Tra i marmi di Thordvaldsen, il Fidia della Danimarca RUBRICHE Eventi culturali | Qui Apuane | Novità librarie |Fiere | Annunci economici | In breve

Articolo del mese
Le varietà di pietre per caminetti e stufe di Laura Fiora 
A Verona dal 24 al 28 febbraio 2010 si è svolta la mostra “Progetto Fuoco” con ampia esposizione di impianti e attrezzature per produrre calore da legna. Si tratta di un appuntamento biennale che si pone come il più importante al mondo in un settore in forte espansione. La fiera si è sviluppata in quattro padiglioni ed è stata correlata da convegni e incontri tematici su normativa, sicurezza, problematiche di emissioni, pulitura di impianti e prodotti lignei. La pietra ha un ruolo importante nella realizzazione di stufe e caminetti, sia come pregiato ornamento nei classici “focolari” sia che come materiale tecnico che rilascia lentamente il calore accumulato, consentendo risparmio energetico. Stufe, stufe-caminetti, caminetti e forni da cucina sovente contengono la pietra sia come intero rivestimento esterno, che come parziale copertura. L’altro materiale di uso diffuso è la ceramica. I prodotti finiti sono o prodotti tradizionali o oggetti di design: sempre l’elemento che emana calore assume il pregio di un arredo interno che caratterizza profondamente l’abitazione. ...La superficie è a seconda dei casi a spacco naturale, rigata, lucidata, spazzolata, anticata e patinata: la varietà dei trattamenti di superficie è in linea con l’attuale moda del settore stone. I trattamenti migliorativi sono dettati da motivi estetici, ma consentono anche di avere maggiore durevolezza. Le pareti di inserimento dei caminetti sono formate da lastre con diverso trattamento superficiale, piastrelle di varia misura ed elementi di spaccatello anche con la superficie naturale degradata in vista. La pietra ollare è senza dubbio il miglior materiale lapideo per stufe. Essa infatti conferisce elevata capacità di accumulo termico: il calore è poi rilasciato quando la temperatura attorno alla pietra si abbassa, sì da consentirne l’emissione anche molte ore dopo lo spegnimento del fuoco e realizzando perciò un risparmio energetico. Pietre ollari: eccellenti materiali per stufe e caminetti Le pietre ollari sono rocce metamorfiche ricche di magnesio, costituite in prevalenza da talco (il minerale di più bassa durezza, 1 nella scala Mohs, scalfibile con l’unghia), clorite (durezza 2-3) e serpentino (gruppo di minerali con durezza 2,5), più o meno associati a carbonati, anfiboli, cloritoide, magnetite e altre fasi mineralogiche, di colore grigio-bianco, grigio-verde, verde-nero e verde. Alcuni dei minerali, in particolare quelli del serpentino possono anche presentarsi sotto forma di fibre (“asbesti”, “amianto”): la composizione dei minerali e il loro abito vanno indagati scientificamente. Queste rocce si sono formate per ricristallizzazione allo stato solido di rocce ultrabasiche e basiche. La roccia composta quasi esclusivamente da talco, è anche detta anche “steatite” (”soapstone”). Il talco possiede alto punto di fusione (1300°C) ed è inerte chimicamente. ... Il materiale di scarto è usato in murature. Il serpentino fibroso si rinviene spesso in spalmature sui blocchi delle murature, essendo perlopiù presente in vene in corrispondenza delle quali si ha la rottura del materiale. Soprattutto le rocce a composizione mista talcosa, cloritico e serpentinosa in passato furono assai ricercate e commercializzate per le loro specifiche proprietà. “Potstone” è il termine merceologico che fa riferimento a un uso assai diffuso di queste rocce. “Pietra ollare” è invece il termine usato nelle Alpi con riferimento alla produzione di pentole (pentola è detta in latino “olla”), tegami, bistecchiere e vasellame vario da cucina. Federico Sacco (1934) tra “le pietre belle e buone delle Alpi” cita le pietre ollari, cioè “quelle speciali rocce cloritico-talcose che si trovano qua e là (Valle d’Aosta, Valli di Lanzo, Ossola, Valmalenco, Val Bregaglia”). Altro termine usato in Italia è “pietra laugera”, cioè pietra per “laveggio” (cioè paiolo). Queste rocce tenere sono facilmente lavorabili sia a mano che al tornio: in alcuni casi furono anticamente incise anche con utensili in legno. Le tracce di lavorazione spesso conferiscono valore ornamentale. Sono inoltre rocce omogenee e compatte (la porosità è assai bassa), inalterabili da alimenti, molto resistenti al calore, dotate di elevata capacità termica con lento accumulo e lento rilascio di calore. Il loro punto di fusione è elevato e la dilatazione lineare termica è bassa. Per le proprietà termiche sono state e sono il materiale per eccellenza per stufe e caminetti. Oltre che nelle Alpi italiane, svizzere e francesi, la loro produzione è importante in altri paesi: in Finlandia c’è attualmente la maggior produzione mondiale (“Tulikivi soapstone”), materiale di largo impiego per stufe e caminetti esportati in tutto il mondo (Fiora, 2004). Alcune di queste realizzazioni sono di grandi dimensioni (camini monumentali). Altre pietre tenere di questo genere sono coltivate in Norvegia (Storemyr & Heldal, 2002). Le pietre ollari italiane geologicamente sono “pietre verdi” cloritico-talcose-serpentinito scistose affioranti nelle vallate alpine in associazione con altre pietre verdi, ad esempio in Val Varaita, Valle d’Aosta, Valli di Lanzo, Valdossola, Valmalenco e Val Bregaglia. La pietra ollare costituisce lenti o filoni di potenza metrica incassati nelle ofioliti. Queste rocce sono estratte sia in vere e proprie cave (a cielo aperto e in sotterraneo), sia da trovanti (come avviene attualmente in Ossola). Le stufe e i caminetti in queste pietre tenere sono di notevole diffusione alpina.

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