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  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
STATISTICHE Forte contrazione dell'export italiano ARTE In Pietra di Vicenza i "Bagni Misteriosi"  SCULTURA La Divina Commedia raccontata sul travertino ISTRUZIONE Parla arabo la nuova frontiera del marmo RUBRICHE Eventi culturali | Fiere | Annunci economici | Scheda tecnica materiali |In breve

Articolo del mese
La Divina Commedia raccontata sul travertino di Lorenzo Iseppi
L’uso del travertino di Alcamo risale almeno ai tempi della Magna Grecia. Uno dei monumenti più significativi è costituito dal tempio greco di Siracusa, iniziato nel V secolo a.C. nei fianchi rocciosi del colle Temenite sotto la direzione dell’architetto Damocopos. La cavea infatti, divisa da sette cunei, presenta chiare tracce dell’impiego di questo materiale. Ma la testimonianza più vistosa è costituita dal leggermente più tardo tempio di Segesta, eretto su un pendio alle falde occidentali del monte Barbaro. Con il suo peristilio dorico, peraltro mai concluso, vanta un possente giro di colonne arcaiche, un basamento a tre gradini e una poderosa struttura architravata con due timpani sui frontoni. Ma l’impiego della tipica roccia alveolare dura tuttora, come rivelano il Palazzo di Giustizia di Palermo, l'Ulaya Shopping Center di Riyadh o la sede della Gulf International Bank del Barhein. Uno dei suoi più singolari utilizzi risale però al 1992, quando a Campobello di Licata, in provincia di Agrigento, prende vita la “Valle delle pietre dipinte”.... Tutto il lavoro è connotato da un forte realismo espressionistico. A volte le grandi effigi sembrano quasi aggredire l’osservatore con le loro fattezze: volti rabbiosi o sconvolti dal dolore, ferite che sanguinano, sadici demoni ed orridi mostri. Con i superbi del Purgatorio si arriva quasi all’impossibile. Visto che in vita vanno sfrontatamente a testa alta, per la legge del contrappasso sono condannati alla pena di trasportare sulle spalle pesantissimi macigni che li costringe a piegare il capo . Ebbene, in questo caso uno dei peccatori é colto mentre sorregge parte del masso su cui egli stesso è ritratto. Assai originale è poi la Vergine Madre del canto XXXIII del Paradiso, dove l’idea di Dio viene espressa con un sole che è nello stesso tempo sfondo della valle. Non mancano gli anacronismi, come ad esempio la luna vista dallo Shuttle o Dante dotato di orologio, dal momento che ha la fama d’essere un maniaco degli orari. Per non parlare di personaggi come Pasolini o Che Guevara, vissuti un po’ dopo il Trecento e quindi difficilmente riconducibili entro la narrazione dantesca. C’è persino un pizzico di popart, in quanto Plutone compare nelle vesti dell’omonimo cane di Walt Disney...

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