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  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
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Articolo del mese
Inaugurato il nuovo museo dell'Acropoli di Lorenzo Iseppi
Il 20 giugno scorso si è inaugurato ad Atene il nuovo museo dell’Acropoli. La data iniziale prevista era il 2004, in occasione delle Olimpiadi in Grecia. Una serie di problemi burocratici e tecnici hanno però intralciato l’iter costringendo le autorità a rinviare la cerimonia. Per il completamento dei lavori sono sorti ostacoli non solo nella città antica, ma anche in quella moderna. L’area si estende infatti su 25 mila metri quadrati e sorge proprio presso il centro cittadino. Dimitrios Pandermalis, esperto d’archeologia e direttore del comitato organizzatore, ha messo in rilievo alcuni dei maggiori ostacoli progressivamente incontrati. Basti pensare che si sono abbattute 26 abitazioni, con gli inevitabili risvolti legali relativi agli espropri e agli indennizzi. Non meno complicazioni ha comportato la traslazione dei reperti dalla vecchia sede di fine Ottocento. Per le 300 statue, in particolare, si è ricorsi all’impiego di tre gru. E lo spostamento di ogni scultura ha richiesto almeno un paio d’ore. Le difficoltà hanno fatto lievitare la spesa a quota 150 milioni di euro. La cifra risulta comunque coperta dai finanziamenti del fondo europeo di sviluppo regionale e dal governo ellenico. La nuova struttura sostituisce il modesto e superato edificio accanto al Partenone. Progettata dallo studio dell’architetto svizzero Bernard Tschumi, ha tre piani principali e due intermedi, 14mila metri quadri di superficie espositiva, un classico colonnato marmoreo e un’intera facciata di vetro. È inoltre dotata d’una copertura trasparente, in modo da poter ammirare in simultanea i pezzi esposti e il tempio sulla rocca. Nella pagina web dell’istituto museale, in meno di 14 ore sono andati a ruba i biglietti elettronici al prezzo di un euro messi in vendita per i primi tre giorni d’apertura. Una volta a regime, comunque, si prevede un afflusso di 10 mila visitatori al giorno e di circa 2,5 milioni annui. Particolare attenzione è stata rivolta alla qualità ambientale e alla resistenza sismica. Per entrare bisognerà passare attraverso controlli a raggi x, mentre agli autobus sarà proibito parcheggiare nell’area adiacente al complesso, circondato da 7 mila metri quadrati di spazi verdi con ulivi centenari. All’interno sono da subito in funzione sia un ristorante che il bookshop. Gli allestimenti interni sono studiati per conferire il massimo risalto alle opere, ricorrendo spesso a sfondi vistosi in cui predomina l’azzurro. I visitatori riscoprono così il fascino di tanti capolavori quasi semidimenticati, tipo i kouros e le korai usciti dalla “colmata persiana”, ossia rinvenuti nella fossa scavata e ricoperta per salvare i marmi dall’invasione nemica del 480 a.C. Per non parlare delle quattro cariatidi dell’Eretteo, dell’erma dello scultore Alkamenes, dei volti di Alessandro Magno, degli atleti integri e mutili, delle sfingi alate e del Moscophoros, ossia il portatore di vitello. Rinvenuto nel 1864, è una figura di marmo originariamente policroma, a grandezza naturale, con occhi di pasta vitrea, avorio e osso. Nella galleria superiore figura poi il fregio del Partenone, ricomposto aggiungendo alle parti originali copie dei lacerti finiti in altri Paesi. ....

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