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  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
MATERIALI Le pietre dell'arcipelago maltese  STATISTICHE Ancora in calo l'export di marmi e graniti   RUBRICHE Eventi culturali | Fiere | Annunci economici | In breve

Articolo del mese
Le pietre dell'arcipelago maltese di Laura Fiora
L’Arcipelago Maltese, esteso per 316 chilometri quadrati, costituito dalle isole di Malta, Gozo e Comino, oltre che da isolotti minori, è localizzato esattamente al centro del Mediterraneo, 96 km a sud della Sicilia. In esso è conservato un ricco patrimonio monumentale, realizzato nella locale pietra in un intervallo temporale di ben settemila anni, cioè dalla preistoria ai tempi contemporanei. Le isole sono un museo all’aperto con templi megalitici, cattedrali rinascimentali, palazzi barocchi, chiese, costruzioni moderne e contemporanee, fontane, acquedotti, argini fluviali e scogliere, cimiteri, dove l’elemento lapideo locale è stato sapientemente lavorato e utilizzato. Rocce simili a quelle maltesi sono state usate in diversi paesi del bacino mediterraneo (soprattutto in Italia, Turchia, Israele, Libia, Tunisia e Spagna, con spiccata similitudine con i materiali coltivati nel Ragusano in Sicilia e con quelli del Bacino della Sirte affioranti in Libia). Nelle isole maltesi rocce di altra provenienza sono visibili nell’interno delle chiese e dei palazzi: soprattutto le costruzioni di Valletta e Mdina posseggono straordinaria ricchezza di “marmi” di varia provenienza nelle pavimentazioni, con esempi di impiego di preziosi materiali, quali la malachite e il lapislazzuli. La geologia di queste isole è semplice e giovane. ... Le rocce di gran lunga prevalenti sono i calcari/calcari marnosi, mentre subordinate sono le arenarie (sabbie) e rari i conglomerati (Cassar, 2002a). In particolare la Formazione del Calcare a Globigerina, che fornisce la pietra più importante, affiora nella parte centrale e meridionale di Malta, oltre che nella parte occidentale di Gozo... Anche le cave storiche rappresentano un patrimonio culturale di grande valore. Le cave di Calcare Corallino Superiore e Inferiore sono localizzate nelle parti occidentale, settentrionale e centrale di Malta. La coltivazione perdura anche a Gozo e storicamente fu estratto anche a Comino per realizzare le locali fortificazioni. Le sabbie verdi (il cui colore è legato alla presenza della mica sedimentaria glauconite) hanno importanza economica notevolissima perché rappresentano il serbatoio dell’acquifero che resta in esso intrappolato per la presenza delle sottostanti argille. Tutta la storia dell’arcipelago maltese è scritta nelle sue pietre. ... Una diffusa forma di degrado è l’alveolizzazione; altre forme comprendono fratturazione, decoesionamento granulare e crosta calcitica. ... Si tratta, tra l’altro, di molte torri inserite in uno scenario naturale spettacolare: per la loro costruzione fu usata molta roccia, perlopiù prelevata dall’affioramento vicino (sia calcare corallino che calcare a Globigerina), mentre per il restauro viene impiegato il materiale lapideo in coltivazione attualmente sotto forma di conci squadrati. Una delle torri più interessanti è quella Santa Maria in Comino: la seicentesca costruzione, che ha murature spesse più di cinque metri, fu utilizzata a difesa del Canale di Gozo fino alla fine del XIX secolo, quando rimase inutilizzata e perciò cadde in degrado. Il restauro degli ultimi anni l’ha riportata all’antico splendore.

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