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  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
MANIFESTAZIONI Pietra, design, tecnologia a Marmomacc DESIGN La pietra naturale protagonista in cucina | Sedute di pietra dal design senza tempo MATERIALI  Le varietà delle pietre delle città d'Italia | Marmo e arenaria nella provincia di Massa e Carrara | Il corallo rosso in mostra a Torino STATISTICHE Cala l'export della pietra naturale SCULTURA A Volterra le sculture che promanano la luce ARCHITETTURA Marmi antichi e nuovi nel museo dell'Acropoli RUBRICHE Eventi culturali  | Notizie dalle aziende | Fiere | Annunci economici | Novità librare | Il colore della pietra | Scheda tecnica materiali  | In breve

Articolo del mese
Le  varietà delle pietre delle città italiane di Laura Fiora
La guida petrografica (geo-architettonica) è attualmente disponibile per molte città del mondo, rappresentando sia un mezzo didattico, sia un supporto per molti specialisti (architetti, geologi, storici e restauratori), oltre che uno strumento di valorizzazione turistica (Fiora et al., 2007). Alla metà del Novecento il geologo Francesco Rodolico, mineralogista e professore presso la Facoltà di Architettura di Firenze, pubblicò “Le pietre delle città d’Italia” (1953), libro che è la prima guida petrografica delle principali città italiane, punto di riferimento ancora oggi per chi si occupa dei materiali del costruito urbano, vetrina di rocce che rappresentano un riferimento mondiale unico. Attualmente, pur essendo aumentato molto il grado di conoscenza sulle stones delle città italiane in seguito a studi archeometrici, pur essendo disponibile in alcuni casi la guida geologica (Siena, Firenze, Torino, Rimini, Trento...) e in molti altri casi essendo stati indagati i materiali lapidei di numerose singole costruzioni, non esiste un’opera unica che riunisca globalmente queste conoscenze. L’opera di Rodolico evidenzia lo stretto legame geologia-costruito e nonostante qualche imprecisione sull’uso di qualche materiale rappresenta uno sguardo d’insieme sulle rocce usate nelle principali costruzioni storiche italiane. Essa è lo specchio della geologia italiana: infatti l’autore evidenzia soprattutto i materiali prossimi al luogo di utilizzo, caratterizzando spesso anche il loro stato di conservazione.  ...L’Autore evidenzia soprattutto i materiali osservabili in esterno, identificandoli con il nome popolare/commerciale e definendone la provenienza geologica. Egli sottolinea anche il prevalente materiale costruttivo: ad esempio, nella pianura padana abbonda il cotto (Cremona è la città da lui definita “più laterizia”). Vengono descritti i materiali lapidei di più facile approvvigionamento per la vicinanza degli affioramenti alle città; qualora questi non siano disponibili o non posseggono proprietà idonee, quelli trasportati da regioni più lontane. Il trasporto per via d’acqua ha enormemente agevolato l’uso di materiali alloctono: si veda, ad esempio, la città di Pavia, per la cui costruzione furono usati i materiali trasportati per via fluviale dall’Ossola o la grande diffusione della “Pietra d’Istria” nelle città adriatiche e in quelle localizzate lungo il fiume Po. Le vicende storiche hanno profondamente connotato le pietre delle città: in passato soprattutto i Romani impiegarono molte varietà provenienti da diversi paesi dell’impero. In alcuni casi sono state impiegate rocce decisamente insolite nell’ambito dell’edilizia: è il caso del gesso a Bologna o della roccia vulcanica detta “selagite” a Volterra. Le stones sono descritte da Rodolico nei vari monumenti e costruzioni in ordine cronologico a partire dalle realizzazioni più antiche. Si tratta sia di rocce ancora estratte oggi, sia di materiali storici per cui c’è spesso ripresa di coltivazione per il restauro.

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