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  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
MATERIALI Pietre trentine: graniti, marmi e porfidi | Pietra di Petra: arenaria multicolore ARCHITETTURA Il congresso mondiale Transmitting Architecture MANIFESTAZIONI Il settore "marmo" ad Architektonika ISTRUZIONE  Nuovi esperti nell'uso della pietra RUBRICHE Eventi culturali | Novità librarie| Fiere | Annunci economici | Il colore della pietra | Scheda tecnica materiali | In breve

Articolo del mese
Pietra di Petra: arenaria multicolore di Laura Fiora

Particolari pietre da costruzione sono quelle costituenti affioramenti direttamente incisi dall’uomo per realizzare costruzioni. Ne è esempio in Giordania l’antica città di Petra, che presenta oltre ottocento  monumenti scavati più di duemila anni fa nella roccia, iscritti fin dal 1985 nella lista “UNESCO World Cultural Heritage”: essi sono rappresentati da tombe e da costruzioni varie che sono tra le opere storiche più importanti di tutto il mondo. ... Fu costruita dai Nabatei, popolazione araba del deserto, che qui giunse nel settimo secolo a. C., dedicandosi al commercio di merci varie attraverso l’ India, la penisola araba, l’Egitto,  la Turchia e l’Europa. Essi furono abili ingegneri idraulici nel ricercare e sfruttare l’acqua e abili lavoratori della pietra arenaria, facile da lavorare e incidere, spesso rigata diagonalmente. Petra è anche importante sito archeologico romano: ne sono testimonianza diverse costruzioni e la pavimentazione realizzata in calcare di Ma’an, affiorante a circa 60 km di distanza, più resistente al carreggio rispetto alla pavimentazione in locale arenaria usata dai Nabatei.
...Dal punto di vista geologico Petra è localizzata sul margine orientale della fossa tettonica del Giordano/Mar Morto in una regione caratterizzata da un contesto distensivo e quindi dalla presenza di numerose faglie, lungo le quali l’azione di weathering ha isolato enormi pinnacoli lapidei. In tutta questa area montuosa  affiorano arenarie quarzose di genesi fluviale, cioè rocce sedimentarie terrigene,  appartenenti alla Formazione  Umm Ishrin (Cambriano) e a quella Disi (Cambriano-Ordoviciano). La prima è potente circa 350 m ed è tipicamente a bande di vari colori (da grigio a giallo, bruno, rosso e violetto) a causa di ritmiche deposizioni di ossidi/idrossidi di ferro e di manganese, con grana fine alla base della sequenza e media verso la sua sommità. La maggior parte dei monumenti sono incisi nella parte mediana di tale formazione. Alla sommità affiorano arenarie della Formazione Disi piuttosto massive con intercalazioni di “siltstones” e “mudstones”: in questa parte sono incisi il Monastero (Ed-Der) e il Tesoro (Khazneh). Tutta questa formazione è potente circa 50 m: si tratta di una quarzarenite bianco-grigia (quarzo prevalente, frammenti litici, argille e calcite con porosità superiore al 20%), spesso con stratificazione incrociata e con intercalazioni di ciottoli: altri monumenti in essa incisi sono la Tomba degli Obelischi, il Triclinio Bal El Siq e altre tombe, tra cui le Torri (Fitzner & Heinrichs,1994).
...Lo stato di alterazione/degrado è stato indagato e accuratamente mappato (Fitzner & Heinrichs, 1994; Heinrichs & Fitzner, 2000). Le zone più deteriorate hanno denotato un tasso di weathering (weathering rate) pari a 40 mm/cento anni. Le forme di degrado sono scagliatura, esfoliazione, disintegrazione granulare, mancanza, fratturazione ed efflorescenze  saline a prevalenti alite e gesso. .... Anche l’afflusso turistico incrementa il degrado all’interno dei monumenti per aumento dell’umidità relativa dal 20 al 50% (Paradise, 2000). Numerosi sono stati i restauri negli ultimi decenni: diversi interventi conservativi sono ancora in fase di attuazione... 

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