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  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)



SOMMARIO
MANIFESTAZIONI Tutti i marmi del mondo a Carrara |  I segnali positivi arrivano da Stone+tec MATERIALI Varietà e bellezza delle pietre di Norimberga | Il marmo Botticino Semiclassico MERCATI  Cina, India e dintorni al forum del marmo RUBRICHE Eventi culturali | Fiere | Annunci economici | Il colore della pietra | In breve

Articolo del mese
Il marmo Botticino Semiclassico  di G. Di Battistini, L. Vernia, D. Zucchi
Dalla Formazione giurassica della Corna affiorante nelle Prealpi Bresciane tra la Val Trompia ed il Lago di Garda sono estratti importanti materiali lapidei tra i quali il noto Marmo Botticino. In precedenti Lavori raccolti nel volume “Il Marmo Botticino Classico” (AA.VV., 2006) sono stati ampiamente descritti e caratterizzati il Marmo Botticino Classico delle cave di Monte Fratta e il Botticino Fiorito delle cave dei Comuni di Nuvolera e Serle. Nel presente lavoro viene completato il quadro di questo importante polo estrattivo con la presentazione dei dati relativi al Botticino Semiclassico affiorante nel Comune di Nuvolera in una area compresa tra l’abitato di Molvina e Monte Paina. Allo stato attuale non esistono dati geo-petrografici e fisico-meccanici caratterizzanti questa importante risorsa lapidea ai sensi delle nuove norme europee.  Dal punto di vista dell’attività estrattiva le varietà di Marmo Botticino citate sono coltivate nelle tre aree... in particolare l’area del Botticino Semiclassico risulta la più estesa, sviluppandosi a nord fino alle pendici di Monte Paina, circondando l’abitato di Molvina e confinando a sud con l’area del Botticino Classico presso Monte Camprelle. La successione stratigrafica e i campioni studiati sono relativi alle cave della Molvina Marmi. Se il Botticino Classico viene estratto dalle tradizionali e storiche cave attive fin dal tempo dei Romani, il Botticino Semiclassico e Fiorito sono il prodotto di una attività estrattiva attivata negli ultimi quaranta anni. La Formazione della Corna di età Giurassico inferiore, appartiene al Dominio sudalpino e si inserisce in una successione di rocce sedimentarie a dominante carbonatica. I calcari della Corna sono di ambiente bahamiano, si sono depositati in acque poco profonde e sono organizzati in banchi di spessore metrico separati tra di loro da intervalli pelitici. L’ambiente di sedimentazione varia dal sub-tidale all’intertidale in quanto il bacino di Botticino, nell’ambito del Bacino lombardo, corrispondeva ad un Alto strutturale al momento della sedimentazione della Corna. Lo spessore stimato della Formazione è circa 400m. Le osservazioni petrografiche e geochimiche sono state fatte su 23 campioni derivati dalla successione con potenza complessiva di circa 85 m, nella quale viene effettuata l’attività estrattiva della Molvina Marmi. Petrografia. L’analisi petrografica delle sezioni sottili ha evidenziato  la presenza dominante della componente ortochimica, prevalente su quella allochimica. La componente ortochimica ha dato origine a calcite microcristallina (micrite), mentre molto raramente risulta ricristallizzata in forma di calcite spatica (sparite) all’interno di plaghe piuttosto contenute. La sparite si presenta come aggregati di cristalli e come mosaici di ricristallizzazione di frammenti carbonatici preesistenti (neomorfismo aggradante). In misura variabile si osserva la presenza di cristalli di dolomite, solo in 16 campioni su 23, a riconferma di quanto segnalato dalle analisi chimiche. In alcuni campioni in particolare in quelli sottoposti alle analisi fisico-meccaniche, si osservano frequenti fratture millimetriche riempite di calcite secondaria; alcune delle fratture maggiori spesso evolvono in anomale cavità con morfologia irregolare, spesso lobata, di difficile interpretazione. Non si esclude che tali cavità siano legate ad un precoce processo di dissoluzione carsica. Tra i componenti allochimici prevalgono i peloidi di forma prevalentemente sferica o subsferica privi di tessiture interne, soprattutto anelli di accrescimento microcristallini le cui dimensioni sono abbastanza omogenee e di diametro millimetrico (Figura 3). Ai pellets si aggiungono gli ooidi, alcuni di dimensioni ridotte e sferici classificabili come ooliti, mentre altri, ovoidali e di dimensioni maggiori, probabilmente oncoliti. Meno frequenti, sebbene presenti, alghe endolitiche, con tipica struttura a nido d’ape, ed intraclasti. Vanno infine segnalati bioclasti, principalmente foraminiferi, e subordinatamente frammenti di bivalvi e gasteropodi. La distribuzione delle componenti bioclastiche non è omogenea e spesso i frammenti di origine organica si concentrano in accumuli limitati. Sulla base delle osservazioni microscopiche effettuate, le rocce analizzate, a prescindere dalla rete di fratture, vengono classificate come micriti e, viste le componenti, pelmicriti  passanti localmente a biopelmicriti (Folk, 1959, 1962). ...

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