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  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)



Sommario
SCULTURA  Dall’agorà alle cave per il simposio MANIFESTAZIONI  Vent’anni per Abitare il Tempo | A Verona la Cittadella di Marmo Arte Cultura  RICERCA  Studio geochimico del Botticino Clalssico MATERIALI Le pietre della Puglia | Pietre storiche nell'Egitto Sud-orientale |  Lastre di marmi antichi accanto alle rocce lunari RUBRICHE Incontri | Notizie dalle aziende  |  Fiere | Annunci economici |  Eventi culturali  | In breve 

Articolo del mese
Le pietre della Puglia di Laura Fiora
La calcarenite quaternaria della zona di Gallipoli fu usata come pietra da costruzione e ornamentale nella cittàdina del Salento, di cui caratterizza le costruzioni delle diverse epoche. Fondata dai Greci che la chiamarono Anxa, Gallipoli divenne colonia romana di notevole importanza strategica soprattutto con l’apertura della via Traiana (109 d.C.) che la mise in comunicazione con Brindisi e quindi con la rete delle vie consolari. ...In ogni angolo del centro storico di Gallipoli si osservano realizzazioni pregevoli: ad esempio, Palazzo Muzio con ornato portale, Palazzo Fontana con fastosa facciata vuota dietro la quale c’è una scala a cielo scoperto, Palazzo di Spagna con ricco portale, Palazzo Briganti con frantoio seicentesco restaurato e le numerose e caratteristiche corti pavimentate in calcare. Il trionfo dell’apparato decorativo barocco si osserva in Palazzo Senape... Dal punto di vista conservativo il tufo denota alveolizzazione e degrado biologico. Il biodegrado si manifesta con crescita di vegetazione (alberi di alto fusto, ad esempio, nella Biblioteca Comunale), con muschi (nelle zone umide e poco soleggiate) e con licheni, la cui presenza altera cromaticamente la superficie litica. Le pietre pugliesi, e in particolare i tufi e la pietra leccese, sono state anche utilizzate nelle numerosissime fortificazioni costiere del Salento. Disseminate lungo la costa, risultavano essere circa ottanta da un censimento a metà del Settecento. ...   ...Il degrado è sempre correlabile con le caratteristiche strutturali e tessiturali ed è assai marcato in corrispondenza dei resti fossili. Il degrado dei granuli e della matrice induce tipiche forme vacuolari (alveolizzazione). Si parla di “carie”, indicando con questo termine la degradazione selettiva che si imposta sulle disomogeneità (tessiture, bioturbazioni) che sono caratterizzate da differente porosità. Il fenomeno è ben evidente, tra l’altro, nel bugnato del paramento della Chiesa di Santa Croce a Lecce. Il biodegrado indica un livello moderato di inquinamento, che consente la crescita di licheni strettamente ancorati al substrato, quali quelli che creano un mosaico di colori sulle Mura di Gallipoli.... Spesso questi luoghi affascinanti, autentici monumenti dalla coltivazione storica dei materiali lapidei, non sono valorizzati come sarebbe necessario, potendo rappresentare veri e propri musei all’aperto.   Tracce antichissime si trovano, ad esempio, nelle località di Torre Ovo, Madonna d’Alto Mare e Campomarino, in provincia di Taranto, .... L’estrazione ha sfruttato le naturali discontinuità della roccia, accentuate in superficie dall’azione degli agenti di weathering (particolarmente moto ondoso e insolazione). Numerosi sono i blocchi parzialmente e totalmente staccati, spesso “gradinati”, cioè lavorati con scalini probabilmente per eliminare difetti. Dispersi in prossimità delle aree di escavazione, essi rappresentano un patrimonio storico-archeologico prezioso, che potrebbe trovare una collocazione museografica maggiormente tutelata. 

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