1. SKIP_MENU
  2. SKIP_CONTENT
  3. SKIP_FOOTER
  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)



Sommario
STATISTICHE  Migliora l’export per i marmi italiani ARCHITETTURA La singolare origine delle borchie decorative SCULTURA Le contradaole di Siena in marmo e travertino ARTE  I mosaici di Pinocchio compiono 50 anni RICERCA Il marmo Botticino Classico MATERIALI  Le pietre delle pievi nell’astigiano RUBRICHE  Eventi culturali|  Novità librarie | Fiere |  Annunci economici | In breve 

Articolo del mese
Le contradaiole di Siena in marmo e travertino di Lorenzo Iseppi
L’inglese Matthew Spender nasce nel 1945, proprio alla fine del secondo conflitto mondiale, in una famiglia di artisti. Il padre è poeta, mentre la madre si dedica alla musica. Studia storia moderna all’università di Oxford ed arte alla Slade School of Art di Londra. Nel 1968 non resiste al richiamo della campagna toscana. Da allora vive nel Senese, e precisamente a Gaiole in Chianti. Dapprima coltiva la ricerca pittorica, ma poi scopre il fascino della tridimensionalità e della scultura figurativa. Tra i maggiori collezionisti delle opere di Matthew Spender ci sono Francis Bacon, Bernardo Bertolucci che acquistano presso la Barkeley Square Gallery di Londra dove Spender espone regolarmente dal 1989. ...

Spender trascorre buona parte del 1999 a Carrara, dove completa 20 sculture in marmo, che vengono poi esposte presso la locale chiesa del Suffragio. Ulteriori sue icone, elaborate nel 2000, vengono esposte presso La Fondazione Maniscalchi Erizzo di Verona e poi a Pietrasanta, presso la chiesa Sant’ Agostino. Progressivamente si aprono spazi sempre più ampi e di spessore spesso nazionale, quali ad esempio il museo medioevale di Sant’Agostino a Genova, palazzo Cisterna a Torino e la pinacoteca di Volterra. Una sua struttura monumentale in travertino di oltre 7 metri viene collocata nel 2002 a San Giovanni Val d’Arno. ...
Dal 3 settembre al 2 ottobre d quest’anno, nell’area espositiva dei Magazzini del Sale di Palazzo Pubblico, a Siena, si è anche tenuta una sua rassegna dal titolo “Le Contradaiole”. Con questa iniziativa l’autore britannico, ormai integrato nel mondo toscano, ha voluto rendere omaggio alla città che lo ospita da più di trent’anni. Per l’occasione ha presentato 25 figure in marmo e travertino, esposte secondo tre tematiche principali. La prima è improntata al forte legame con la città. L’artista ha scelto come soggetti alcune donne delle contrade del Palio, selezionate dai contradaioli stessi. Seguendo il suo pensiero artistico, ha ritratto queste donne nel loro ambiente quotidiano, ossia nelle varie zone cui appartengono. Il secondo tema é basato sull’idea cardine dell’arte di Spender di proiettare il neoclassicismo nella vita quotidiana. E non a caso uno dei maestri cui si è sempre ispirato si chiama Arturo Martini. È per questo che c’è in lui una continua ricerca di ritrarre, di catturare l’atteggiamento della persona comune che si trova a vivere una situazione abituale, magari proprio nelle strade del centro di Siena all’ora dello “struscio”. Da questa idea ha ricavato 10 opere in travertino che raffigurano persone del posto, spesso inconsapevoli di essere state ritratte.
Il terzo ed ultimo motivo, che si diversifica dagli altri, è quello rappresentato dai sei ritratti che l’artista ha eseguito alla top model irlandese Erin O’Connor, alla quale Vogue ha ormai dedicato molte copertine. ... Ecco perché l’autore sottolinea spesso: «Osservo situazioni e individui, proprio per avere uno stretto rapporto con la realtà. La mia arte vuole infatti essere realista e per me é di fondamentale importanza che esista un ponte tra me e la gente».

« Indietro