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  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)



Sommario
MATERIALI  Paesi di pietra brillante in Toscana RICERCA Efflorescenze saline su materiali lapidei | Il marmo Botticino Classico ARCHITETTURA Il bianco apuano seduce la terra dl granito MANIFESTAZIONI  Un evento sportivo per il settore marmifero BENI CULTURALI L’Elba si regala il museo del granito RUBRICHE  Eventi culturali | Fiere | Annunci economici |  Notizie dalle aziende | Novità librarie | In breve | Scheda tecnica materiali

Articolo del mese
Il bianco apuano seduce la terra del granito di Lorenzo Iseppi
Qualcuno l’ha paragonata al complesso teatrale di Sidney firmato dall’architetto danese Jorn Utzon e divenuto ormai da decenni il fiore all’occhiello della città australiana. Altri si sono riallacciati al centro d’arte contemporanea di Nizza, ideato negli anni Novanta dai progettisti francesi Henry Vidal e Yves Bayard puntando sulla simulazione d’una cava delle Apuane. Ma la nuova Opera House di Oslo, sia per il valore simbolico che per le dimensioni, sembra destinata a superare entrambi i pur qualificatissimi confronti. Per l’edificio, che dovrebbe essere concluso entro il 2007 ed inaugurato agli inizi dell’anno successivo, si é stanziato un miliardo di euro. Usando il metro delle vecchie lire, si arriva a quasi 2 mila miliardi. La progettazione è affidata ad uno dei più rinomati architetti norvegesi: Kristian Blystad. Tra i suoi lavori figura la biblioteca di Alessandria d’Egitto, il cui rivestimento esterno si è aggiudicato il primo premio ai “Marble Architetural Awards” del 2002. Si tratta di un’impresa monumentale, con il muro di 6 mila metri quadrati scolpito d’iscrizioni che rappresentano gli alfabeti di tutto il mondo.

Tuttavia le indiscrezioni relative alla costruzione in cantiere nella capitale norvegese sembrano promettere effetti ancora più significativi e per molti aspetti avveniristici. È ad esempio previsto l’inabissamento d’una parte della fabbrica, destinata pertanto a finire sotto il livello del mare, con tutti i problemi tecnici che la cosa comporta. In questa sede, comunque, va rilevato un altro aspetto di non trascurabile rilievo. Per i rivestimenti esterni ed interni si è scelto il bianco di Carrara. E la commessa prevede l’impiego di ben 8 mila tonnellate. Il progettista in persona ha già effettuato vari sopralluoghi nei bacini estrattivi. Ufficialmente l’occasione era legata a motivi “familiari” e artistici. Sua moglie, infatti, è la scultrice Marit Lyckander, che ha lavorato per un mese nello spazio dell’Apparatus Sculptoris allestito all’interno della segheria Carlo Telara “Rava”. È proprio qui che ha terminato con successo la sua statua in marmo bianco dal titolo “Attraverso gli altri” e destinata ad un galleria d’arte di Oslo. Il soggiorno artistico dei coniugi è servito comunque anche per prendere confidenza con la materia dell’impegnativo edificio.
Alla gara indetta dal governo norvegese hanno preso parte 6 aziende. L’unica italiana era la Campolonghi. E alla fine, per il materiale proposto e per le risorse tecniche e umane, il lavoro è stato affidato alla società di Montignoso. L’unico problema è venuto quando alcuni tecnici hanno obiettato che il prodotto apuano sarebbe stato soggetto ad incurvature e avrebbe potuto subire macchie o decolorarsi. Sostenevano che era preferibile il granito locale, molto più costoso ma più adatto alle dure condizioni climatiche. ...La trasformazione è prevista nei laboratori carraresi dell’azienda, mentre le rifiniture più delicate si effettueranno nello stabilimento al confine con Querceta. Il gruppo guidato da Vando D’Angiolo fornirà anche il supporto tecnico necessario all’impresa. Si parla di circa due anni e mezzo di lavoro per approntare 25 mila metri quadrati di lastre.

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