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  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)



Sommario
MATERIALI  Malesia: esempi di pietre storiche e contemporanee | I marmi cipollini delle Alpi Apuane ARCHITETTURA  Il premio tedesco della pietra naturale RICERCA Il marmo Botticino Fiorito MANIFESTAZIONI  Marmi e graniti in vetrina a Vitoria ARTE FUNERARIA Contrasti e armonie di pietra SCULTURA  Le sculture di Rodin dedicate agli scrittori RUBRICHE  Novità librarie |   Fiere | Annunci economici | Eventi culturali | Notizie dalle aziende| Protocolli operativi |In breve | Scheda tecnica materiali

Articolo del mese
Contrasti e armonie di pietra di Alessandra Ubertazzi
Il Cimitero Monumentale, fin dalla sua realizzazione, diventa un simbolo, più che mai contemporaneo, della città di Milano. Tra il 1860 ed il 1880, nell’ambiente della nascente società industriale, si consolida l’aspettativa sociale di disporre di un “posto” tra le mura di quel cimitero, anche nel desiderio, diffuso presso le famiglie dell’alta borghesia e soprattutto presso l’imprenditoria insorgente, che questo costituisca  un traguardo psicologico di riposo dalla frenetica vita cittadina nella quale, per la prima volta, si è coinvolti. Senza sosta, quindi, artisti e scultori proseguono nelle loro attività di studio e di realizzazione di opere destinate alla memoria. Le une affiancate alle altre nel Cimitero Monumentale di Milano, in un’impressionante disposizione geometrica, nel loro insieme comunque suggestivo, queste opere rendono oggi con forza il senso di destino comune; nell’evidenza della loro diversità e originalità, le opere sottolineano la volontà di distinguersi, tanto da parte dei committenti quanto da parte degli artisti stessi. Anche dal punto di vista dell’uso dei materiali, principalmente delle pietre, il campionario è infinitamente vario. ....Interessante è anche l’accostamento inusuale tra Bronzo e Pietra Simona di Valcamonica nel Monumento Macchi Sommaruga, in cui la pietra appena sgrezzata appare alternata a quella lucidata, quasi a raffigurare il contrasto tra l’atteggiamento scettico della figura di primo piano e quello di fede nella Madonna centrale. Allievo del Bazzaro, ma personalmente dotato di una capacità tecnica eccezionale, lo scultore Paolo Troubetzkoy innesta i delicati influssi della cultura russa nei modi e nei temi della Scapigliatura; questi si traducono in ritratti in Bronzo vivaci e di squisita fattura, inseriti in blocchi di pietra, (per esempio in Granito di Biella) che fanno mostra della loro propria gravità in un piacevole bilanciamento di pesi anche visivi. Con Paolo Troubetzkoy lavora un altro bravo scultore: Luigi Panzeri. Rispetto all’amico, Panzeri si ispira in modo più evidente ai temi legati al sentimentalismo tardo romantico elaborati già secondo i canoni del gusto Liberty. Molto toccante nella solennità del gesto, è il gruppo di figure che trasportano l’anima realizzate per il Monumento Campelli in cui l’autore combina il marmo Bianco di Carrara al Botticino di cui è fatto il basamento che innalza la scena in modo che lo spettatore la colga dal punto di vista migliore.

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