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  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

ROMA CELEBRA VESPASIANO



Fino al 10 gennaio 2010 sarà possibile visitare a Roma la grandiosa mostra “Divus Vespasianus. Il bimillenario dei Flavi”, allestita per celebrare l’anniversario della nascita di Vespasiano (9 d.C.), imperatore sui generis - sabino, di umili origini, lavoratore instancabile, ottimo amministratore e capo dello stato, un vero e proprio “self made man” - e fondatore della dinastia Flavia.


Si comincia ovviamente dal Colosseo, la più rilevante impresa compiuta dai Flavi (l’anfiteatro venne iniziato da Vespasiano, inaugurato nell’80 d.C. da Tito e concluso da Domiziano): molte le opere presenti, tra cui il Ritratto di Vespasiano (proveniente dal Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen) e quello di Tito (rinvenuto a Pantelleria) nonché i Rilievi del sepolcro degli Haterii, in cui è documentata la fervente attività edilizia portata avanti nel periodo. Il percorso della mostra continua direttamente nella zona dei Fori Romani, prima nell’imponente edificio della Curia, in cui sono esposte opere provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, come la Testa di Vespasiano e la Statua di Tito, fino ad arrivare poi al Criptoportico “neroniano”, in cui - oltre a diverse statue - è possibile ammirare alcuni frammenti architettonici decorati nei minimi dettagli e circa 60 campioni di pregiatissimi marmi colorati (molti dei quali ormai introvabili) rinvenuti nel Palatino.

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