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  • Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)
  • Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
  • Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)
Marmo Rosso Verona per la Maternità  (dal n. 669 L'Informatore del  Marmista)

Marmo Rosso Verona per la Maternità (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Realtà virtuale (dal n. 669 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose  (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Macchine virtuose (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

Al Cibart di Carrara (dal n. 667 L'Informatore del Marmista)

LE PIETRE DELL'AVANA



La città dell’Avana, fondata dagli Spagnoli nel 1519, dopo aver raggiunto il massimo splendore tra il XVI e il XIX secolo durante il periodo spagnolo coloniale, si trasformò nel periodo americano coloniale (1898-1959) e nel successivo periodo rivoluzionario (dal 1960 ai giorni nostri). Oggi essa gode di un gran fervore nel campo delle nuove costruzioni e nel restauro del ricco patrimonio architettonico. Soprattutto la colonizzazione spagnola in 400 anni ha arricchito la città di oltre 900 edifici di elevato pregio artistico, sì che la città vecchia nel 1982 è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità. 

La roccia tipica delle sue costruzioni è un calcare bianco di età Cretacea, ivi affiorante, già usato per le mura cittadine, di cui sono conservate tracce visibili, ad esempio, nei pressi del Monastero di San Geronimo. La stessa roccia, ricchissima in fossili (tra cui molti coralli), fu impiegata nelle fortificazioni (in particolare le roccaforti El Morro e quella San Salvador de la Punta) e nei palazzi e nelle chiese che denotano uno stile peculiare, noto come “barocco coloniale cubano” o “barocco tropicale”, più austero del tradizionale barocco per la difficoltà nello scolpirla. Siti estrattivi storici sono visibili lungo il Malecon e alla base dell’Hotel Nacional: da queste cave proviene il materiale usato nell’architettura, oltre che la calce per gli intonaci dai variopinti colori. (Laura Fiora dal n.557/2008)

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